40) Lacan. Su Freud e l'inconscio.
Jacques Lacan (1901-1981), psicanalista e filosofo, fond una
propria scuola dopo essere uscito dalla Associazione
Internazionale di Psicanalisi. Fra i punti centrali del suo
pensiero vi  il ritorno a Freud e alla sua grande scoperta,
l'inconscio. Un altro elemento importante  la centralit
dell'ordine simbolico, figura intermedia e frutto del dialogo
continuo che avviene nella coscienza fra l'ordine logico e
l'attivit dell'inconscio.
In questa lettura egli focalizza l'attenzione sull'importanza
della scoperta dell'inconscio (l'Altro) da parte di Freud, a cui
segue un duro giudizio sulla scuola psicanalitica.
L. Lacan, L'istance de la lettre dans l'incoscient ou la raison
depuis Freud, [L'istanza della lettera nell'inconscio o la ragione
dopo Freud, 1957], traduzione italiana in Scritti, Einaudi,
Torino, 1974, pagine 213-215 (vedi manuale pagina 239).

 Ma se si misconosce la radicale eccentricit di s a se stesso
cui l'uomo  posto di fronte, in altri termini la verit scoperta
da Freud, si mancheranno l'ordine e le vie della mediazione
psicanalitica, se ne far l'operazione di compromesso cui  di
fatto giunta, cio a ci che pi  ripudiato tanto dallo spirito
di Freud quanto dalla lettera della sua opera: perch, dato che la
nozione di compromesso  da lui incessantemente invocata come ci
che sostiene tutte le miserie cui la sua analisi viene in
soccorso, si pu dire che il ricorso al compromesso, esplicito o
implicito che sia, disorienta tutta l'azione psicanalitica e la fa
piombare nel buio.
Ma non basta nemmeno strofinarsi con le tartuferie moralizzanti
del nostro tempo, e riempirsi la bocca della personalit totale
per avere anche solo detto qualcosa di articolato sulla
possibilit della mediazione.
La radicale eteronomia di cui la scoperta di Freud ha mostrato
nell'uomo la beanza, non pu pi essere ricoperta senza fare di
tutto ci che si usa a questo scopo una fondamentale disonest.
Quale  dunque questo altro cui sono pi attaccato che a me, se
nelle pi intime pieghe della mia identit a me stesso  lui che
mi agita?.
La sua presenza non pu essere compresa che a un grado secondo
dell'alterit, che gi lo situa in posizione di mediazione in
rapporto al mio sdoppiamento da me stesso come da un simile.
Se ho detto che l'inconscio  il discorso dell'Altro con 1'A
maiuscola,  per indicare l'aldil in cui il riconoscimento del
desiderio si lega al desiderio di riconoscimento.
In altri termini, questo  l'Altro che  invocato persino dalla
mia menzogna come garante della verit in cui sussiste.
[...].
Forse questo impero della confusione, che  semplicemente quello
in cui si gioca tutta l'opera buffa umana, merita che ci si fermi
su di esso per comprendere le vie attraverso cui procede
l'analisi, non solo per ristabilirvi un ordine, ma anche per
installare le condizioni della possibilit del suo ristabilimento.
Kern unseres Wesen, il nucleo del nostro essere, non  tanto a
questo che Freud ci ordina di tendere, come tanti altri hanno
fatto prima di lui con il vano adagio Conosci-te-stesso, quanto
piuttosto sono le vie che a esso conducono che ci d da rivedere.
O piuttosto, ci che ci propone di raggiungere non  ci che pu
essere oggetto di una conoscenza, ma ci, e lo dice, che fa il mio
essere, e di cui, egli insegna, io testimonio altrettanto e ancor
di pi nei miei capricci, nelle mie aberrazioni, nelle mie fobie e
nei miei feticci, che nel mio personaggio vagamente incivilito.
Follia, non sei pi l'oggetto dell'ambiguo elogio in cui il saggio
ha sistemato la tana inespugnabile del suo timore. Se dopotutto
non vi  alloggiato troppo male,  perch l'agente supremo che da
sempre ne scava le gallerie e il dedalo  la ragione stessa,  lo
stesso Logos che serve.
Cos come potreste concepire che un erudito, cos poco dotato per
gli impegni che lo sollecitano, nel suo tempo come in ogni
altro, quale era Erasmo, abbia occupato un posto cos eminente
nella rivoluzione di una Riforma in cui l'uomo era interessato in
ogni uomo come in tutti?.
Il fatto  che per poco che si tocchi la relazione dell'uomo col
significante, - qui, conversione dei procedimenti dell'esegesi, -
si cambia il corso della sua storia modificando gli ormeggi del
suo essere.
Per questo il freudismo, per quanto incompreso sia stato, per
quanto confuso ci che ne  seguito, appare a ogni sguardo capace
di intravvedere i cambiamenti che abbiamo vissuto nella nostra
vita, come quello che costituisce una rivoluzione inafferrabile ma
radicale. E' vano accumulare le testimonianze: tutto ci che
interessa non solo le scienze umane, ma il destino dell'uomo, la
politica, la metafisica, la letteratura, le arti, la pubblicit,
la propaganda, e quindi, non ho alcun dubbio, l'economia, ne 
stato intaccato.
Si tratta per forse di qualcosa d'altro dagli effetti non
accordati di una verit immensa in cui Freud ha tracciato una vita
pura? Bisogna dire che questa via non  seguita, in ogni tecnica
che vanta solo la categorizzazione psicologica del suo oggetto,
come appunto la psicanalisi d'oggi al di fuori da un ritorno alla
scoperta freudiana.
Cos la volgarit dei concetti cui la sua pratica si affida, le
abborracciature di pseudofreudismo che non sono pi che orpelli,
non meno di ci che bisogna pur chiamare il discredito in cui
prospera, tutto ci testimonia del suo fondamentale rinnegamento.
Freud con la sua scoperta ha fatto rientrare all'interno del
cerchio della scienza quella frontiera tra l'oggetto e l'essere
che sembrava segnarne il limite.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume terzo, pagine 240-243.
